Da molti anni, in un piccolo villaggio, grava una maledizione: tutti sono stupidi. Così stupidi da accettarla. Ma ogni maledizione ha una storia. Quando il giovane maestro Leone Tolchinsky arriva in paese, scopre che ha solo ventiquattr’ore per spezzare l’incantesimo, altrimenti diventerà stupido anche lui. Decide allora di educare Sophia, di cui si innamora, convinto che la conoscenza, la bontà, e la bellezza della vita, possano rendere liberi. Intorno a lui, però, si muove un mondo in cui il potere trova sempre qualcuno da dominare, qualcuno da convincere che è meglio non capire, non farsi domande, non ribellarsi. Uno stupido non contesta. Non dubita. Non pretende. Tra equivoci esilaranti e situazioni paradossali, la commedia diventa una favola ironica affrancabile al nostro tempo: chi è davvero il più sciocco? Chi subisce o chi comanda? È peggio vivere nell’ignoranza o scoprire una verità che cambia tutto? E se, alla fine, l’unica vera forma di intelligenza fosse l’amore?